“Beautiful lingerie… is a signal that you love yourself enough to take out the good stuff and feel special even on the most mundane of days.”
Madame Dita Von Teese
Esiste una sola ed unica Bibbia dell’intimo. Edita da Ten Speed Press, scritta da Cora Hartington, con la supervisione niente di meno che di Dita Von Teese e le bellissime illustrazioni di Sandy Wirt. Il titolo è In Intimate Detail, e secondo me è il miglior testo in circolazione che affronta l’argomento intimo a 360°.
Tante volte ci si sofferma a parlare di abiti, scarpe, borse, ma si dimentica che se l’intimo non è adatto, qualsiasi outfit perde: forme sotto i vestiti, scomodità, addirittura qualche apparente taglia in più – o in meno sul seno.
Ogni sezione di In Intimate Detail si occupa di un pezzo alla volta, quindi possiamo concentrarci sui reggiseni, le calze, le mutandine. Nell’introduzione sono spiegati i diversi tipi di lingerie, le taglie, come e quale scegliere.
Vi elencherò quali sono secondo me i pezzi necessari di intimo che una donna dovrebbe possedere, e qualche curiosità a riguardo!
Il reggiseno.
Iniziamo dalle cose difficili. Prima di tutto bisogna capire qual è la nostra taglia, che forma di seno abbiamo, e solo dopo poter variare con i modelli secondo esigenza.
Partiamo dal presupposto che il seno cambia negli anni, con la variazione di peso, con l’allattamento. Io ho sempre avuto un seno abbastanza piccolo, tanto da avere la fortuna di poter non usare il reggiseno con particolari outfit. Durante la gravidanza ho visto crescere il mio seno neanche fossi un’adolescente in pieno sviluppo, gioia che è durata pochissimo perchè subito dopo il parto è sparito veloce come era arrivato. La forma del mio seno è rimasta uguale, ma non la taglia dei reggiseni.
Trovare la taglia giusta richiede un po’ di tempo, bisogna soddisfare diversi fattori, perché il reggiseno giusto aiuta a tenere una postura armoniosa, ed è un sollievo per la schiena di conseguenza, deve sostenere senza stringere.
La misura del reggiseno si calcola separatamente, circonferenza sottoseno e circonferenza seno (dove per seno si intende la parte più grossa e sporgente dello stesso). Una volta misurate le due circonferenze con un centimetro da sarta (ovviamente senza stringere, in posizione eretta ma rilassata), possiamo trovare la nostra taglia di reggiseno. Solitamente le case di lingerie o di intimo prêt-à-porter hanno una tabella di riferimento per convertire i centimetri in misure e coppe, la misura 3b corrisponde ad esempio ad una medium di circonferenza sottoseno ed una circonferenza seno di circa 85 cm.
Detto ciò, sappiamo che ormai in commercio esistono tantissimi modelli, tessuti, marche di reggiseno. Quelli che io prediligo avere nel mio cassetto sono i seguenti:
- Il reggiseno Royal. Di rimando all’articolo precedente, anche in questo caso secondo me bisogna avere pezzi Royal dalla manifattura eccellente. Una volta preferivo i reggiseni strutturati, push-up, ora apprezzo molto di più bralette o brassiere senza ferretti. Le case di intimo Royal (che saranno le medesime anche per le mutande) per me sono Aubade, Agent Provocateur, Honey Birdette e La Perla, rispettivamente francese, inglese, australiana ed italiana.
- Il reggiseno bello. Per bello intendo da esibire con garbo da sotto una giacca o una camicia oversize. Bellissimi quelli di Intimissimi, manifattura buona e difficili da consumare. La mia linea preferita in assoluto è stata quella di due anni fa, ricorderete sicuramente il completo intimo nude con le pantere nere ricamate sulla brassiere e sul perizoma o l’iconico body trasparente con le stesse pantere a coprire i capezzoli, indossato da Chiara Ferragni in occasione di un evento Intimissimi nell’inverno 2018. Molto bella la nuova collezione Tezenis, piccoli prezzi ed ottima figura.
- Il reggiseno sportivo. Subito dopo il parto ho scoperto i reggiseni senza cuciture modello sportivo. Sono stati i più comodi da indossare, ho iniziato con quelli dalla coppa staccabile per l’allattamento, subito dopo questa breve esperienza ho iniziato ad usarne diversi fin quando ho trovato il modello adatto a me, comodo e, perché no, anche bello. Si tratta del modello 0786187002 di H&M, che ho acquistato in nero, bianco e beige, non disponibile negli store ma solo online.
In realtà per me i reggiseni che una donna dovrebbe possedere sono solo di questi tre tipi. Qualche pezzo di ognuno assicura diversi cambi e buone riuscite di outfit finali.
Curiosità: in In Intimate Detail, Dita Von Teese consiglia di lavare l’intimo indossandolo, sotto la doccia, così da non rovinarne la forma e la struttura. Io vi consiglio di provare a lavare l’intimo sempre a mano per quanto sia possibile, in caso contrario di allacciare i reggiseni ed usare basse temperature di lavaggio, nonché pochi giri di centrifuga.
Underwear.
Il famoso “pezzo di sotto” è tanto vario quanto ingannevole. Le mutandine devono stare ferme nella posizione ottimale, non stringere e segnare. Anche in questo caso bisogna tenere conto della propria fisicità, considerare che non ogni tipo di mutandine è adatto ad ogni genere di abito. Prediligete i tagli laser sotto le vesti aderenti ed i pantaloni attillati, secondo il mio consiglio meglio indossare mutandine a vita leggermente alta, sono più comode ed armonizzano la figura. Sotto gli outifit bianchi l’intimo deve essere nude, non bianco perché risalterebbe.
Quindi una donna deve possedere, secondo me:
- le mutandine Royal. Stesso discorso del reggiseno Royal. Perizoma, coulotte, brasiliana, tanga, se scelto Royal va rigorosamente indossato con un reggiseno Royal. Non acquistate pezzi scoordinati o singoli. Spesa inutile.
- le mutandine taglio laser o senza cucitura. Per quanto riguarda il modello vale il de gustibus, sempre con i dovuti accorgimenti in base alla nostra tipologia di corpo. Una donna dalla corporatura – ad esempio – a pera, starà meglio e otticamente avrà una sinuosità migliore con una coulotte a vita alta, piuttosto che con un tanga g-string.
- Le mutandine di cotone. Semplici, possono essere delle hipster o dei perizoma, ma proprio il loro essere (fatemi passare il termine) banale le rende utilissime e comode.
Curiosità: un argomento tabù sono le mutandine da indossare durante il mestruo. Io consiglio il cotone, magari un modello hipster, e di disinfettarle tenendole a secco con del bicarbonato per un paio d’ore prima di procedere al lavaggio tradizionale.
Le calze.
Collant, parigine, autoreggenti, calzini. Belle, eleganti, sfiziose. Bisogna prendersene cura forse più di tutti gli altri pezzi, io consiglio di conservarle separate l’une dalle altre, in sacchetti di stoffa, di lavarle sempre a mano e, al primo segno di scucitura, smagliatura, strappo, di buttarle, non cercare metodi fai da te per provare a salvarle. Purtroppo il prezzo delle calze non incide sulla loro qualità. Una 15 denari è fragile e sottile sia pagata 10,00€ che pagata 45,00€. Calze royal per eccellenza sono firmate Cervin Paris. Le calze che le donne secondo me dovrebbero possedere sono… Tantissime! Io preferisco nettamente le nere, massimo 20 den, ma anche con ricami e decorazioni (in questo caso parliamo anche di calze 100 den). Assolutamente bocciate le calze color carne, semplicemente perchè è quasi impossibile trovarle della tonalità esatta. Se proprio non riuscite a farne a meno potete ricorrere alle 6 den, praticamente il nulla ed il niente a confronto con la gamba nuda. Le autoreggenti splendide, ma ritengo sia necessario il reggicalze (quest’ultimo non solo per le calze apposite, quindi), per quanto la banda elastica sia rinforzata in silicone per garantire l’aderenza alla coscia.
Curiosità: Madame Dita Von Teese consiglia di indossare le calze con l’ausilio di un paio di guanti in seta per non rovinarle con unghie e cuticole.
In Intimate Detail troverete delle interessantissime sezioni dedicate ai bustini, reggicalze ed alle sottovesti. Possono non piacere o non essere parte dell’intimo necessario per una donna, ma nel caso in cui vogliate acquistarli, per i primi due rigorosamente pezzi Royal, per le sottovesti che siano rifinite al meglio, molto belle le collezioni Triumph.
Curiosità: le reggicalze, nelle campagne pubblicitarie, sono indossate in modo tale che le stringhe che trattengono le celze si poggino sulle mutandine. Non è il caso di indossarle così, perché se avessimo bisogno della toilette dovremmo staccare le autoreggenti, spogliarci del reggicalze e poi abbassare le mutandine. Molto più comodo e funzionale indossare prima il reggicalze (e le calze quindi) e dopo le mutandine.
Quali sono le vostre preferenze in merito all’intimo? Sapete consigliarmi altre letture valide come In Intimate Detail? Servitevi della box qui sotto per domande, consigli, funfact!
See u soon